Ho Cambiato la Vita di mio Marito con la Protesi Capillare

Ho cambiato la vita di mio marito con la protesi capillare. È proprio così! Peccato che a lui stava bene rimanere calvo e io sono un’esperta qualificata in impianti capillari! Questa settimana ti racconto la nostra storia.

Negli articoli precedenti ti ho raccontato come, con il mio lavoro e la protesi capillare di Capelli For You, ho aiutato tante persone a tornare ad essere felici, riconquistare la propria autostima e condurre una vita più che normale.

Ormai sono anni che collaboro con Capelli For You e sono esperta qualificata in applicazione di impianti capillari.

Ogni storia che si rispetti ha un inizio; devi farti conoscere e far conoscere ciò che fai.

Ho sempre creduto molto nell’azienda e nel prodotto innovativo che propone. Quando iniziai lo feci con l’intenzione di offrire un prodotto di altissima qualità e un servizio di consulenza e di applicazione ineccepibile.

La voce pian piano si espandeva e anche nella cerchia di amici ci fu chi si fece avanti per avere una consulenza. Ma…

Adesso questa cosa ti potrà far sorridere, ma io all’epoca l’ho vissuta come un dramma.

Prova ad immaginare come se tu avessi una macelleria e la tua famiglia diventerebbe vegetariana, oppure tu producessi vino e tuo marito/moglie diventerebbero astemi. Non fraintendetemi, io applico impianti capillari è normale che se mio marito avesse i capelli non me ne sarei fatta un problema.

Ma il fatto era che lui mostrava una bella testa calva, tranquillo senza problemi, mentre chi si rivolgeva a me viveva la calvizie con dolore e cercava in me una persona della quale fidarsi per risolvere il proprio problema. (Leggi questo articolo)

Il messaggio che ne veniva fuori in pratica era: mio marito non si fida del prodotto e di chi lo impianta: cioè IO!

Decisi di parlargli, anche perché chi meglio di lui avrebbe potuto descrivermi con esattezza la sensazione di avere ancorata alla cute una protesi? E poi, quale migliore occasione di vedere come questa si comporta sulla testa di una persona che ti è a stretto contatto tutti i giorni?

Protesi capillare: la reazione di Luca

Mio marito si chiama Luca, non è un nome di fantasia in quanto molti ci conoscono e lui è consapevole di ciò che ti sto raccontando.

Luca lavora nella Guardia Costiera, ha iniziato ad avere problemi di calvizie da molto giovane, un’alopecia androgenetica comune, che comunque non gli ha creato grossi problemi, anche perché per lavoro ha sempre portato i capelli molto corti.

Sicuramente lui fa parte di quella categoria di uomini a cui la perdita dei capelli non causa problemi.

Però lo stava diventando per me!

Durante una consulenza ad una persona amica, proprio questa mi fece notare (dando conferma a ciò che già pensavo) come mai Luca, pur avendo un’esperta in casa, non fosse già ricorso all’impianto?

In quel momento ho pensato che, come se lo stesse chiedendo lui, chissà quante altre persone oltre a chiederselo si davano risposte da soli, magari anche sbagliate!

Quando la verità era che a lui non gliene importava di essere calvo.

Decisi di parlarne con Luca

“Grazia, ma sai che a me non importa, è una vita che sto così E POI COSA DIRANNO I COLLEGHI?”

Ah eccolo qua il vero ostacolo da superare: cosa diranno i colleghi!

Premetto che mio marito mi ama tantissimo e in quell’occasione mi diede ulteriore prova del suo grande amore e stima per il mio lavoro.

In quel momento mi fu chiaro come questo pensiero potesse insidiarsi nella testa di altre persone: la paura del pregiudizio e del giudizio degli altri ci impedisce di fare scelte che potrebbero cambiarci la vita.

Come affrontare il giudizio per la protesi capillare

Gli dissi che nell’attesa della protesi (tre mesi), avrebbe dovuto preparare i colleghi al cambiamento che si stava accingendo a fare.

Il secondo step, una volta messa la protesi, sarebbe stato quello di farsi vedere dalla persona di cui lui si fidava di più in assoluto. Esclusa la sottoscritta ovviamente.

Luca si fidò di me e seguì il consiglio.

Il giorno dell’impianto arrivò. È stata l’unica volta in cui ero più emozionata io del “cliente”.

Quando nei mesi prima ne parlammo, Luca mi precisò che se non si fosse piaciuto, l’avremmo tolta e non ne avremmo più parlato.

Io ero sicura del risultato.

Mio marito è già un bell’uomo di suo, quando si fosse visto con i capelli e qualche anno in meno se ne sarebbe convinto da solo.

Il risultato finale

A fine lavoro, dopo un bel taglio e un po’ di gel (che non metteva da una vita) lo feci guardare allo specchio.

Ricordo ancora la sua faccia. Per un minuto buono non disse una parola.

Si guardava e riguardava avvicinandosi allo specchio, guardandosi prima un lato poi un altro, passando le mani tra il capelli e cercando con le dita uno scalino, un difetto.

Ad un certo punto mi disse: “Sono bello e giovane, Grazia. Mi stanno molto bene, sembrano i miei naturali, qualche capello bianco, l’attaccatura perfetta, non si vede ne si sente lo stacco o la differenza con i miei naturali ai lati!”

L’ho guardato anch’io con una certa soddisfazione, sia a livello professionale, sia da moglie che riscopriva il marito sotto un’altra luce.

Era soddisfatto, per me fu una gioia!

Ora, era il momento di affrontare il mondo.

Come ci eravamo detti, è andato a farsi vedere dalla persona di cui si fidava e della quale sapeva avrebbe avuto un giudizio sincero.

Andò dall’amico di sempre, colui che non gli avrebbe mai mentito, credo che bastò lo sguardo ancor prima dell’arrivo delle parole per capire che approvava la scelta.

Dopo quell’incontro, Luca mi disse che non gliene sarebbe importato nulla del pensiero degli altri; lui si piaceva, il suo più caro e sincero amico gli disse che stava benissimo e che avrebbe dovuto farlo prima. Insomma, gli bastava.

Del resto è facile dire che bisogna fregarsene del giudizio della gente, ma in quanto esseri sociali che vivono in comunità, è normale tener conto del pensiero altrui.

Per ognuno di noi non è importante il giudizio di tutti, è importante il giudizio di chi amiamo, delle persone a cui vogliamo bene.

Ecco perché ottenuto il “benestare” del suo più grande amico, Luca non ha avuto nessun problema ad andare in caserma il giorno dopo, in palestra, al supermercato e a prendere nostro figlio davanti a scuola.

La Quotidianità di Luca dopo la protesi capillare

Se c’è una persona che potevano assumere per testare la resistenza della protesi capillare Quinta Dimensione è mio marito.

Sinceramente lo immaginavo, Luca si abituò subito ad avere la protesi, continuò a fare ciò che faceva sempre come se nulla fosse cambiato.

Quando gli chiedevo: “Luca com’è, la senti, ti da fastidio?” Lui semplicemente mi diceva “ Grazia è come se fossero i miei capelli non mi sembra di avere un “qualcosa in più!”

Il momento dell’igiene

Come per tutti coloro che indossano un impianto capillare Capelli For You, viene il momento, una volta al mese di fare l’igiene alla protesi. Luca ovviamente non è esentato.

Per comodità la facciamo a casa, la domenica.

Vi ricordate, all’inizio vi ho detto che per Luca non era un problema la sua calvizie, beh non ci crederete, ma ora non vuole più vedersi senza capelli.

Nella fase di igiene della protesi capillare, Luca si guarda bene di stare lontano dallo specchio, mi dice che non si vede più calvo.

Come cambiano le cose!

Ormai è qualche anno che mio marito sfoggia una bellissima capigliatura, con orgoglio e tirandosela anche un po’ visto che ora dimostra qualche anno in meno ed ha il fascino dell’uomo brizzolato.

Per quanto non sia mai stato una persona che soffriva per la sua calvizie, oggi si rende conto di cosa si stava privando, forse più per la paura del giudizio degli altri.

Se anche tu vuoi avere una consulenza e analizzare con me il tuo problema di calvizie clicca QUI, sono certa troveremo la soluzione più adatta alla tua situazione.

Non rinunciare a sentirti più bello, più giovane o semplicemente a tuo agio solo perché pensi di dover dare spiegazione al mondo.

Nel mio salone Carisma Style ENTRI COME SEI, ESCI COME VUOI.

Alla prossima.
Grazia❤️