Alopecia da ustione, riavere i capelli dopo tantissimi anni.

Si chiama Alopecia da ustione, o alopecia cicatriziale, è quello che è successo a Sveva (il nome è di fantasia per tutelare la privacy della mia cliente).

L’alopecia cicatriziale rappresenta una caduta irreversibile del capello. In caso di ustione grave sul cuoio capelluto si forma una cicatrice e si presenta un’alopecia che risulta permanente.

Questo avviene perché l’ustione del cuoio cappelluto distrugge la cute e quindi anche i follicoli capillari.

Abbiamo visto altre forme di alopecia nelle scorse settimane: alopecia androgenetica, alopecia totale, alopecia da chemioterapia… leggi le mie storie QUI

Alopecia da ustione: la storia di Sveva

Sveva è una ragazza di 22 anni russa che vive in Italia da poco più di un anno. Mi ha contattato circa 5 mesi fa a seguito delle sue ricerche su internet per trovare una soluzione definitiva al suo problema con l’alopecia.

Quando la vidi per la prima volta rimasi incantata dalla bellezza di questa ragazza, alta, bel fisico, un italiano quasi perfetto nonostante la sua breve permanenza in Italia.

Ci accomodammo subito nella stanza dove avvengono le magie e dove faccio le mie consulenze per avere la giusta privacy con le persone che si rivolgono a me per un aiuto.

Senza che glielo chiedessi, come ci ritrovammo nella privacy della stanza, Sveva si tolse il foulard sapientemente messo sul capo, per mostrarmelo.

Alopecia da ustione: un gioco finito in tragedia

Sveva presentava una cicatrice da ustione che le ricopriva più di metà testa, il 60% precisò, lei stessa. Nella parte restante i capelli erano tagliati corti da poco col tentativo di riuscire a tenere su una parrucca.

Sveva mi raccontò come all’età di 5 anni un semplice gioco tra cuginette si trasformò per lei in una tragedia.

Le due cuginette erano a casa della nonna che giocavano alle signore che prendevano il tè.

Avevano il loro tavolino le loro sedie e il piccolo servizio da tè con cui passavano interi pomeriggi a giocare alle signore “grandi”.

Quel pomeriggio, la cuginetta più grande di lei all’epoca aveva 8 anni ed era una peste, ebbe la magnifica idea che fare finta di versare il tè nelle tazze era noioso.

Sveva mi raccontò che la cuginetta approfittando della distrazione della nonna che era andata a rispondere al telefono, prese il pentolino che era sulla stufa con l’acqua all’interno per umidificare l’aria.

Non ricorda la dinamica con precisione: da un momento di gioco dove si stava divertendo vi sono ricordi a spezzoni di tutto ciò che è avvenuto dopo che la cugina inciampando le rovesciò l’acqua bollente su metà testa.

Cosa avvenne dopo l’ustione

Guardando il capo di Sveva si nota benissimo dove l’acqua è passata, sono passati ormai molti anni, ma i segni sul collo e sull’orecchio destro si notano ancora.

Il cuoio capelluto presenta una grande cicatrice, a tratti la pelle è piu liscia e in altri più irregolare.

Sveva mi raccontò che suo padre la portò in vari centri, e tentarono anche un autotrapianto che non diede i risultati sperati in quanto la zona da ricoprire era troppo vasta.

Convivere con l’alopecia da ustione

Sveva mi raccontò come dopo l’incidente che la cambiò fisicamente in tenera età, visse questo cambiamento abbastanza serenamente fino alla preadolescenza. Era protetta e coccolata dalle persone che la amano, non le hanno fatto mai pesare e percepire la diversità di avere una cicatrice in metà testa e nell’altra metà i capelli.

Viveva con naturalezza il fatto di avere cappellini, cuffiette, foulard abbinati ai vestiti che cuciva la nonna per farla sentire sempre bella.

Il problema avvenne all’inizio della quarta elementare, quando per motivi di lavoro la sua famiglia si trasferì in un altro paese e lei dovette cambiare scuola.

Gli sguardi di quei nuovi compagni le fecero sentire il peso di una diversità che non era accettata, iniziò a capire che i cappellini e le cuffie colorate abbinate ai vestiti nascondevano un difetto.

Mi raccontò dei suoi nuovi compagni come “bambini cattivi”. Ricorda come in mezzo al corridoio della scuola gremito di bambini che si accingevano ad entrare nelle classi un suo compagno le sfilò il cappellino e lo lanciò lontano lasciandola “nuda”.

Usò proprio il termine “nuda” e io percepì subito la vergogna e l’umiliazione che provò in quel momento.

Sveva però nonostante tutto riconosce la fortuna di avere accanto una famiglia splendida, che l’ha aiutata e supportata nei momenti peggiori, suo padre e sua madre non si sono mai arresi portandola ovunque.

Le hanno insegnato i valori, le priorità della vita. Sua nonna le diceva che gli occhi della testa ingannano le persone, ma chi sa guardare con gli occhi del cuore avrebbe visto davvero Sveva.

Parole bellissime, mi disse Sveva, ma il desiderio di vedersi comunque una ragazza come le altre era sempre nei suoi pensieri.

Arrivai alla conclusione che questa ragazza nonostante ne avesse passate tante era una ragazza forte che sicuramente aveva diritto di sentirsi bella e di condurre una vita il più normale possibile.

Membrana quinta dimensione: La soluzione

Consigliai a Sveva l’impianto totale con la membrana Quinta dimensione di Capelli For You.

Capelli For you realizza impianti con membrane differenti a seconda delle esigenze del cliente. Sulle membrane vengono applicati i capelli, iniettati uno ad uno ad “L” per ottenere la massima naturalezza.

Tutte le protesi di capelli sono ottime sia per calzata che per adesione. Rendono allo stesso modo un effetto cute molto naturale nonché una perfetta adesione al cuoio capelluto.

Inoltre raccontai a Sveva l’impianto capillare di Capelli For You permette di vivere normalmente senza cambiare le proprie abitudini!

  • Potrai lavare, tagliare e colorare i tuoi nuovi capelli oltre a mettere il gel, la spuma o qualsiasi altro prodotto!
  • Sarà possibile fare sport, nuotare, mettere cuffie nonché andare in moto, …proprio come se fossero capelli naturali.
  • Inoltre potrai scegliere di fare qualsiasi tipo di acconciatura e di dare il look che preferisci ai tuoi capelli.

Ovviamente quello stesso giorno presi il calco a Sveva che tornò dopo tre mesi per mettere la sua protesi con capelli veri europei castano lunghi 50 cm; il sogno di una vita!

Alopecia da Ustione; il giorno della magia

Quel giorno Sveva si presentò raggiante, oltre ad un bellissimo abito messo per l’occasione sfoggiava un sorriso meraviglioso.

Iniziammo subito, e durante la preparazione mi tempestò di domande su come avrebbe dovuto gestire la protesi una volta tornata a casa.

Dopo averla istruita sulle poche accortezze da avere, lei era ancora più felice e convinta.

Era impaziente, emozionata di vedersi. Ancora prima di scoprire lo specchio, e ancor prima di iniziare a fare il taglio, li toccava e mi raccomandava di non tagliarli troppo che li voleva lunghissimi come non li ha avuti mai.

La sua felicità era contagiosa, come le lacrime che sgorgarono a fiumi dai suoi occhi appena scoprimmo lo specchio.

Volle subito una foto da mandare al padre. Fu una grande emozione quel giorno. Ogni volta è una gioia immensa. È il bello del mio lavoro, lo faccio con così tanta passione che non sembra neanche un lavoro nel senso stretto della parola.

Se anche tu hai un problema di diradamento, di calvizie o ti hanno diagnosticato un’alopecia e non accetti il fatto di perdere i capelli, contattami, troveremo insieme la soluzione più adatta a te.

Nel mio salone Carisma Style, regaliamo sorrisi.

ENTRI COME SEI, ESCI COME VUOI.

Alla prossima,
Grazia❤️

Non avere i capelli a 10 anni la nostra storia a lieto fine

Non avere i capelli a 10 anni è impensabile, eppure a Gaia e successo. (Il nome è di fantasia per tutelare la privacy della bambina). Vi racconto come abbiamo risolto il suo disagio.

Il mio nome è Grazia Friolo, qualcuno di voi mi conosce già, altri ancora no. Sono un’esperta Qualificata in Applicazione di Impianti Capillari, titolare del Salone Carisma Style, luogo in cui avvengono le magie di cui vi sto raccontando da qualche settimana a questa parte.

Il mio lavoro, non è mai stato un semplice modo per guadagnarmi da vivere.

E’ pura passione per ciò che faccio, rendere felici le persone, ridonare loro il sorriso e la possibilità di poter condurre una vita il più normale possibile, è la gioia più grande per me.

I motivi che spingono le persone a rivolgersi a me, chiedere una consulenza sono più che altro di carattere psicologico. Non è scontato e non lo deve essere accettarsi senza capelli.

Le patologie e i motivi che causano diradamento e calvizie sono molti e le storie dei miei clienti che racconto nel mio blog ne sono la prova.

La maggior parte di loro non stanno più bene con se stessi, non riescono a rapportarsi con gli altri senza provare imbarazzo. Si sentono privati costantemente di una parte identificativa di se stessi.

Non è facile per nessuno di loro scegliere con coraggio di affrontare il problema e cercare una soluzione. Parliamo di persone adulte, anche molto giovani a volte, ma quando ad affrontare tutto questo è una bambina di 10 anni?

La Storia di Gaia che non ha i capelli a 10 anni

Come può una bambina perdere i capelli in età infantile?

È la domanda che si sono posti i genitori di Gaia quando notarono una copiosa e irreversibile perdita dei capelli di loro figlia all’età di 5 anni.

Ovviamente il primo passo fu capire cosa scatenasse questo diradamento e caduta copiosa dei capelli di Gaia.

Alopecia androgenetica da stress, fu il responso del dermatologo.

La famiglia, circa tre mesi prima, ebbe un brutto incidente stradale. Loro per fortuna ne uscirono illesi, ma questo avvenimento traumatizzò la piccola Gaia a tal punto da scatenare un effetto psicosomatico.

Ora, il problema ancora più grave è che il follicolo pilifero comparve completamente inerte.

Quali genitori si arrenderebbero ad un responso del genere?

Immagino nessuno, come mi raccontarono i genitori di Gaia già da subito iniziarono a cercare la cura a quella calvizie troppo precoce.

Era un dolore enorme vedere la loro bimba di 5 anni privata dei suoi bei capelli biondi che cadevano sulle spalle. Erano costretti a metterle capellini per evitare che la gente guardasse e commentasse.

Capitò più volte che Gaia si ritrovava senza cappellino con i coetanei che innocentemente le chiedevano “Perché tu non hai i capelli?” mettendola inevitabilmente a disagio e in imbarazzo.

Questo problema diventava sempre più ingombrante proprio durante la crescita. Gaia iniziò a sentire il peso di quella diversità, facendola diventare ancora più chiusa e timida.

La madre mi diceva che, nell’ultimo anno di scuola, le assenze furono portate quasi al limite, perché ovviamente, Gaia preferiva non stare con gli altri e isolarsi.

Spesso la sorprendevano davanti allo specchio con la t-shirt sulla testa, il girocollo come cerchietto e il resto della maglia che cadeva sulle spalle come se fosse una folta chioma.

Si commuovevano alla vista di quel gesto, che nascondeva semplicemente il desiderio di normalità di cui sia la mamma che il papà non erano in grado di darle.

Vi assicuro che avendo un figlio, nel momento in cui mi raccontavano questi avvenimenti, percepivo il loro stato di angoscia nell’essere impotenti.

Non avere i capelli a 10 anni, la soluzione anche per Gaia

Quando ho visto Gaia per la prima volta era circa sette mesi fa, portava il cappellino, non parlava e non mi guardava neanche in faccia. Il padre mi disse che oltre ad avere un carattere particolarmente chiuso era anche stanca di essere portata a destra e sinistra senza risolvere nulla.

In sostanza questi due splendidi genitori nel giro di 4/5 anni avevano speso tra visite, cure mediche e trattamenti circa 28.000 euro.

Comprensibile a quel punto anche l’atteggiamento della bambina. Ai suoi occhi sarei potuta essere un’altra, tra tutti quelli che già aveva visto e che l’avevano matematicamente delusa.

Ovviamente non mi arresi, cercai comunque di interagire con lei, facendole domande alle quali rispondevano a turni o la madre o il padre.

L’unica cosa che riuscii a farle fare fu togliere il cappellino per dare un’occhiata a quella che era la situazione.

Constatai che la sua alopecia androgenetica era quasi totale. Aveva una ciocca di capelli sul davanti che faceva scendere dal cappellino a mo’ di ciuffo.

Fatte le mie considerazioni, consigliai ai genitori una membrana capillare totale. Ovviamente il mio tentativo di coinvolgere Gaia in ciò che dicevo anche solo guardandola, era vano, in quanto lei non mi degnava di uno sguardo.

Spiegai loro tutto quello che comporta avere un impianto capillare.

Confesso che avevo molto paura, in quanto solitamente mi rivolgo a persone adulte con cui è più facile interagire, è vero che stavo parlando con degli adulti, ma la membrana l’avrebbe portata Gaia.

Sicuramente non ci vuole chissà cosa per gestire un impianto Capelli for You, ma ovviamente ci vogliono delle accortezze; bisogna trattare i nuovi capelli con cura, più di quanto si possa fare con quelli propri.

La membrana capillare quinta dimensione

Quinta Dimensione è la soluzione. Il segreto consiste nella graduale riproduzione dell’attaccatura dei capelli attraverso innesti ad ‘L’ che rendono naturale l’effetto finale. La sottile membrana elastica e traspirante è la base di ogni innesto.

I capelli utilizzati sono naturali e possono essere europei vergini, asiatici e indiani. Il numero di capelli può variare a seconda di come si vuole infoltire la capigliatura. Il lavoro che si fa su ogni protesi è meticoloso e preciso per un effetto completamente naturale.

Quello stesso giorno riuscii a fare il calco a Gaia, aspettammo i soliti tre mesi per la realizzazione della protesi, ma i genitori di Gaia mi fecero una richiesta: fare l’impianto entro l’inizio della scuola a settembre.

Mi accordai con l’azienda, che a quanto fattore umano è il top, e riuscimmo ad avere un po’ in anticipo la protesi capillare di Gaia che a fine agosto era tornata da me per il grande giorno.

Non avere i capelli a 10 anni, ora solo un ricordo

L’emozione quel giorno era papabile, Gaia ne era ignara, ma io sapevo in cuor mio che la magia stava per avvenire.

Quella bambina si sarebbe seduta sulla sedia così com’era; a 10 anni senza capelli e con un sentimento nel cuore che appesantiva tutte le sue giornate. Ma sarebbe uscita dal mio negozio come ha sempre desiderato. Come quella bambina che immaginava di essere davanti allo specchio con la t-shirt in testa.

A fine lavoro

Inutile dirvi che Gaia non mi parlò mai.

Tesoro, del resto chissà cosa le passava per la testa in quel momento: i pensieri e le preoccupazioni.

Poi a lavoro finito, ancor prima di guardarsi allo specchio ancora coperto con la tendina, le sue mani toccarono i capelli. Li portava davanti agli occhi per guardarli.

Era emozionante guardare quei gesti di sorpresa, incredulità. Come per tante bambine è scontato avere i capelli e per la piccola Gaia in quel momento era la cosa più bella del mondo.

I genitori erano commossi, emozionati, felici. Io a fatica trattenni le lacrime, Gaia era felice, anche se non mi guardava in faccia lei era sorridente e per me fu cosi appagante.

Mi ricordo che il padre le chiese mostrandole il cappellino che aveva perennemente indosso: “Questo vuoi metterlo adesso?” Lei scosse prontamente la testa con gli occhi che sprigionavano felicità e gli butto le braccia al collo.

È da tre mesi che Gaia viene in negozio per l’appuntamento mensile di igienizzazione.

Vi state chiedendo se sono riuscita a legare di più con lei? No, diciamo che ora mi guarda e mi saluta, ma niente di più, tempo al tempo mi dico io.

In compenso si è aperta un po’ di più con Angela la mia collaboratrice che si occupa della fase igienica dell’impianto, e con il mondo che la circonda.

I suoi genitori mi hanno detto che Gaia è proprio cambiata dal giorno dell’impianto, ora è molto più felice. Si sta integrando con i bambini della sua classe che le hanno anche fatto i complimenti per il nuovo look.

È proprio impensabile non avere i capelli a 10 anni, ma purtroppo può capitare e io sono felice di poter essere d’aiuto nel ridare il sorriso e una vita il più normale possibile a chi ne ha bisogno, adulto o piccino che sia.

Da noi entri come sei, esci come vuoi.

Scrivimi se hai domande o vuoi prenotare una consulenza, sarò felice di aiutarti. Oltre alla competenza e professionalità troverai comprensione, riservatezza e discrezione.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Tricotillomania vizio, come perderlo grazie all’impianto.

Hai mai sentito parlare del vizio della tricotillomania? Se sì, sai che è terribile. Questa settimana voglio raccontarti la storia di Elisa. (Il nome è inventato per proteggere la privacy della cliente).

Con il mio lavoro vengo a contatto tutti i giorni con persone che hanno problemi di diradamento e caduta di capelli.

Per la maggior parte di loro questo disturbo è causato da una patologia ereditaria come l’alopecia androgenetica o scatenata da traumi, stress, che danno origine ad alopecia areata ad esempio.

Altri tipi di alopecia, come abbiamo visto, possono essere scatenate da medicinali, prodotti estetici troppo aggressivi o a causa di trattamenti chemioterapici.

Ovviamente in nessun di questi casi c’è la volontà di strapparsi, togliersi i capelli da parte della persona è semplicemente la conseguenza a fattori che ho elencato prima. Ma esiste una patologia dove la causa del diradamento dei capelli è proprio la persona in quanto trova piacere nello strapparseli.

Questa condizione si chiama Tricotillomania.

Che cos’è la tricotillomania come vizio?

È un disturbo ossessivo-compulsivo che porta una persona a tirare e strapparsi i capelli, le ciglia, le sopracciglia, la barba e i peli di tutto il corpo.

La persona affetta da tricotillomania può servirsi delle proprie unghie, di pinzette o altri strumenti per strapparsi peli o capelli, questo vizio è una sorta di piacere che distoglie dall’ansia o dallo stress che si sta provando. 

Questi comportamenti a lungo andare possono determinare aree alopeciche permanenti

La storia di Elisa

Queste informazioni le sapevo già ovviamente, ma quando a raccontarmele fu Elisa e suo marito confesso che ho proprio sentito l’impulso a volerla aiutare.

Per Elisa la tricotillomania era un vizio che ormai si portava dietro da qualche anno, soprattutto nei momenti di forte stress.

Si arrotolava i capelli tra le dita e li spezzava o strappava, ovviamente questo atteggiamento compulsivo le creò un danno evidente sulla zona superiore della testa dove ormai i capelli non crescevano più.

Era disperata! Immagina chi si mangia le unghie; è consapevole che guardandosi le mani con le unghie mangiate sono brutte da vedere esteticamente, eppure continua a farlo. Per chi soffre di tricotillomania è uguale.

Come per la mia cara Elisa, che nonostante avesse provato di tutto per smettere non ci riusciva, creandole un maggiore senso di ansia e inadeguatezza che peggiorava la situazione.

Anche il marito voleva aiutarla, stanco di vedere la moglie rovinarsi con le sue stesse mani.

La soluzione Capelli For You per il vizio della tricotillomania

Parlando con Elisa e il marito le proposi una membrana in cute parziale.

La membrana quinta dimensione in cute parziale di Capelli For You, permette di ricoprire solo la parte interessata dal diradamento o della calvizie amalgamandosi perfettamente al resto della capigliatura naturale, in quanto viene scelto il capello più simile la densità giusta e il colore perfetto.

L’attaccatura frontale è estremamente naturale, tanto da permettere acconciature che prevedono la fronte scoperta senza che nessuno si accorgerà di nulla.

La sottigliezza e l’elasticità della membrana quinta dimensione non crea scalini toccando la cute e grazie all’estrema elasticità segue il movimento della cute in maniera naturale.

Nonostante la perplessità di Elisa il marito la convinse a provare questa soluzione.

Il giorno dell’impianto

Elisa venne accompagnata dal marito che l’attese fuori dalla stanza in cui mi apparto con le mie clienti per “fare la magia”.

Era molto emozionata e sopratutto preoccupata di non riuscire a trattenere quel maledetto vizio che la portò a ridurre la sua capigliatura in quello stato.

L’idea era di dire addio a quel vizio della tricotillomania da quel giorno!

Io al contrario ero molto fiduciosa, sicuramente rivedersi di nuovo bella e non vivere l’imbarazzo di non avere capelli sulla parte alta della testa le avrebbe tolto una bella parte di stress.

Ecco che dopo qualche ora di lavoro completai l’opera con tanto di nuovo taglio e piega mossa.

Elisa guardandosi allo specchio s’illuminò in viso, rivedersi così bella e raggiante con i capelli folti e sani che le cadevano lungo le spalle la fece rinascere.

L’emozione più grande fu quando uscì dalla stanza e raggiunse il marito che l’attendeva al di fuori.

Lui era più emozionato di lei se avesse avuto 10 occhi li avrebbe usati tutti per guardarla: la spostava a destra, a sinistra, gli girò attorno continuando a dirle: “Amore sei bellissima, ti piaci? Ma guarda come sei bella, dovevamo pensarci prima, adesso vedrai che tutto andrà bene…” insomma un uomo innamoratissimo della sua donna e complice con lei.

Elisa e il vizio della tricotillomania

Elisa tenne l’impianto per 10 mesi, dopo di ché, ormai sicura di aver risolto il suo problema con la tricotillomania, decise di far continuare a crescere i suoi capelli che nel frattempo protetti dalla membrana riconquistarono forza.

Anche questo per me fu motivo di orgoglio. Vedo Elisa per la piega e il taglio adesso, sono veramente contenta che grazie all’impianto è riuscita a smettere di strapparsi i capelli e avere una vita normale.

Da noi al Carisma Style, entri come sei ed esci come vuoi.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Diradamento dei capelli: c’è la soluzione.

Al diradamento dei capelli c’è la soluzione? Assolutamente sì.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente anche tu hai questo problema e le stai provando tutte.

Qualcosa avrà funzionato, altro no. Avrai provato cure costosissime, fiale, cortisonici che (oltre ad avere affetti collaterali) non hanno dato il risultato che promettono e che speravi.

Sicuramente questo è molto frustrante lo so, me lo raccontano le persone che si rivolgono a me, chiamandomi per fissare una consulenza e raccontarmi la loro storia.

Nel mio negozio Carisma Style affrontiamo quotidianamente il problema della caduta e del diradamento dei capelli, sia maschile che femminile.

Diradamento dei capelli: le cause.

Le Cause del diradamento di capelli e della caduta sono molteplici: lo stress, trattamenti cosmetici aggressivi, fattori ereditari, chemioterapia. La maggior parte di queste cause si traducono con una parola: Alopecia.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli ci sono varie forme di Alopecia.

Oggi vi racconterò la storia di Marta (come sempre il nome è di fantasia per preservare la privacy della mia cliente).

La storia di Marta

Marta è una donna di 45 anni che soffre di ipertiroidismo, questa patologia nel corso del tempo l’ha portata ad avere un diradamento dei capelli sempre più evidente.

Quando ci siamo incontrate mi raccontò che lavora come libera professionista, la sua vita e il suo lavoro, soprattutto, la portano a stare costantemente a contatto con le persone e spesso nell’arco degli anni ha avuto situazioni imbarazzanti dovute al suo sempre più evidente diradamento.

I capelli hanno sempre condizionato il suo rapporto con gli altri, soprattutto nei rapporti di coppia ed è per questo che negli ultimi tempi ha cercato soluzioni di ogni tipo. Purtroppo con il telofen effluvium c’è poco da fare.

Il Telofen effluvium è una forma di alopecia che prende questo nome dalla fase telogen del capello.

Una caduta diffusa di capelli in fase “telogen” è conseguenza del passaggio simultaneo di un elevato numero di follicoli dalla fase di crescita alla fase di riposo. 

Ma torniamo a Marta.

Quel momento della sua vita, quando i capelli cadevano, il diradamento era evidente, la portò a provare di tutto senza alcun risultato.

Scelse di indossare una parrucca, che presto abbandonò in quanto scomoda, fastidiosa e sicuramente non le ridava indietro la sicurezza e la spontaneità che l’aveva sempre contraddistinta nei rapporti col prossimo.

Iniziò un periodo di depressione, stava male, non riusciva più a guardarsi allo specchio ad accettarsi. Finché un giorno una sua amica le parlò di Capelli For You.

Diradamento dei Capelli: la soluzione Capelli For You.

Marta fece le sue ricerche pensando che ormai non aveva più nulla da perdere.

Trovò Carisma Style come partner di Capelli for you e mi chiamò per fissare subito un appuntamento.

Quando venne da me, vidi in Marta una donna triste e stanca, si vedeva che ormai non ci sperava più, che tutti quei tentativi di trovare una soluzione l’avevano stancata e delusa.

Dopo averla ascoltata, le spiegai come saremmo intervenute. Il suo diradamento era sicuramente evidente, ma grazie alla tecnologia Capelli for you avremmo trovato la soluzione più idonea al suo problema.

Le proposi una protesi parziale, se voleva avrebbe potuto anche tenere i suoi capelli sotto, con la membrana quinta dimensione questo è assolutamente possibile.

Inoltre le spiegai che queste membrane sono ricostruzioni parziali o totali, che vengono utilizzate per integrare una zona diradata o calva da ricoprire.

Questi impianti sono inoltre realizzati con membrane differenti a seconda delle esigenze del cliente. Sulle membrane vengono applicati i capelli, iniettati uno ad uno ad “L” per ottenere la massima naturalezza.

Tutte le protesi di capelli sono ottime, sia per calzata che per adesione. Rendono allo stesso modo un effetto cute molto naturale nonché una perfetta adesione.

In più la tua vita sarà assolutamente normale.

• Potrai lavare, tagliare e colorare i tuoi nuovi capelli oltre a mettere il gel, la spuma o qualsiasi altro prodotto!

• Sarà possibile fare sport, nuotare, mettere cuffie nonché andare in moto…proprio come se fossero capelli naturali.

• Inoltre potrai scegliere di fare qualsiasi tipo di acconciatura e di dare il look che preferisci ai tuoi capelli.

Marta volle tentare, la rassicurai sulla riuscita dell’impianto, non vedevo l’ora di ridonare il sorriso sul suo volto.

Il giorno dell’impianto: la rinascita di Marta.

Arrivò il giorno dell’impianto, in Marta era nata una luce di speranza che le si leggeva in volto, mi confessò che si era informata, aveva letto molte testimonianze ed ora era seduta sulla mia sedia con molta speranza.

Non perdemmo tempo, nella stanza dove si compiono le magie stava per rinascere la nuova Marta.

Dopo poche ore conclusi il mio lavoro, compreso di taglio e piega. Ricordo che mentre le passavo la spazzola e il phon tra i capelli Marta commossa mi disse: “Che bella sensazione, Grazia”.

Venne il momento di guardarsi allo specchio. Quello per me è il momento più bello del mio lavoro.

Marta era meravigliata, incredula, iniziò ad avvicinarsi allo specchio e a toccarsi i capelli. Gli occhi le si riempirono di lacrime che non riuscì a trattenere.

Mi disse che era felicissima, che si vedeva bellissima “Perché non l’ho fatto prima!” disse a se stessa guardandosi allo specchio!

Uscì dal mio negozio una Marta nuova, rinata. La sua vita da quel momento avrebbe preso un’altra piega come poi mi confessò nei mesi successivi.

Il sorriso non ha più abbandonato il volto di Marta che ora vive una vita appieno, senza rinunce, imbarazzi e vergogne.

Da noi entri come sei esci come vuoi.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Perdita di capelli causata da chemioterapia

Perdita di capelli causata dalla chemioterapia, un dramma che vivono molti pazienti oncologici, che oltre a combattere la loro battaglia con un male terribile devono fare i conti con la perdita di capelli che è a livello psicologico per la maggior parte devastante.

Nel mio negozio conosco persone eccezionali, soprattutto donne che combattono le loro battaglie ogni giorno con gran coraggio.
Oggi vorrei raccontarvi la storia di Giada, ovviamente il nome è di fantasia per proteggere la privacy della mia cliente.

Come si può immaginare, ad una donna a cui viene diagnosticato un tumore a cui seguiranno cicli di chemioterapia, una delle paure che insorge è quella della perdita dei capelli.

Oltre il danno della malattia, la beffa di perdere i capelli, ma ovviamente davanti alla vita questo passa in secondo piano, provocando comunque un disagio psicologico non indifferente.

La scoperta della malattia

Al nostro incontro Giada ha iniziato a raccontarmi come è venuta a sapere del suo tumore.
Giada ha 35 anni e per fortuna ha la sana abitudine di fare un controllo all’anno: una mammografia, così per stare serena.
A giugno 2019 il check up è ok, con gran sollievo tornò a casa sollevata.

Purtroppo, dopo qualche mese, durante la doccia sentì un nodulino al seno,  proprio fastidioso. Andò a farsi vedere immediatamente.

I medici da un primo controllo le dissero che non era nulla di grave, ma Giada insisté e se lo fece asportare. Venne analizzato, arrivò la diagnosi. Tumore maligno, molto aggressivo.

Giada venne operata due volte, la prima per asportare il nodulo e la seconda per pulire il tessuto circostante dove potevano esserci cellule malate.

Il tumore venne rimosso completamente, ma i medici invitarono Giada a sottoporsi a dei cicli con una chemio, una delle più pesanti di tutte, in vena.

Perdita di capelli causata dalla chemioterapia: la disperazione!

Giada mi raccontò che la sua prima reazione fu: “Me ne vado a casa e non mi vedrete mai più”. Poi subito chiese: “Ma si perdono i capelli?”. “Sì, dopo 10/15 giorni dalla prima chemio”, fu la risposta. Tornò a casa intontita è disperata.

La notte porta consiglio e Giada rifletté su ciò che le stava capitando. Capì che valeva la pena rinunciare ai capelli per avere delle possibilità di vita, certamente più importante. E accettó.

Perdita di capelli causata dalla chemioterapia: la soluzione.

Nella sua testa l’idea di rimanere senza capelli però proprio non le andava giù, voleva trovare una soluzione per poter continuare a sentirsi la Giada di sempre senza ricordare a se stessa e al mondo ogni giorno di essere malata.

Iniziò a guardare su internet, soprattutto nei forum di ragazze che avevano il suo stesso problema, finché ad un certo punto, una ragazza le consigliò di affrontare questo percorso di chemioterapia e di cambiamenti con la protesi capillare: “è una parrucca fissa” le disse, “ti aiuterà un sacco!”

Le consiglió Capelli For You.

Quando Giada mi contattò, scoprendo che il mio negozio Carisma Style é partner di Capelli For You, mi sorprese il fatto che volle giocare d’anticipo rispetto alla sua reale perdita di capelli.

Ci incontrammo in negozio il giorno dopo, capì subito la sua fretta e la sua agitazione, ma nello stesso tempo anche la sua convinzione e fermezza su come voleva agire.

Ho a che fare con molte donne che affrontano la perdita di capelli causata dalla chemioterapia (piuttosto che da altre patologie come l’alopecia), il disagio che provano è enorme.

Grazie a ciò che faccio, ho potuto constatare, come per merito dell’innovativa protesi capillare con la tecnica Quinta Dimensione di Capelli For You, queste protesi fissandosi alla cute, permettono alle pazienti oncologiche di vivere quei momenti, già molto complicati, con un ausilio in più: sentirsi più carine, più se stesse, forse anche meno “malate”.

Un sostegno estetico, ma molto prezioso, che dona a chi lo indossa un aiuto psicologico di “self-confidence”. Perché in quei momenti ogni cosa è preziosa, l’equilibrio è fragile, le preoccupazioni e la fatica sono tante.

E quando ogni sguardo, di uno sconosciuto, di un amico o di un parente, è lì a ricordare che “sei malata”, anche una chioma fluente e perfettamente acconciata ti fa sentire più forte.

Dopo il nostro primo incontro

La perdita di capelli causata dalla chemioterapia, avrebbe avuto inizio da lì ad un mese e mezzo circa.

Per ovviare al problema del tempo di preparazione di 3 mesi, che normalmente ci mettiamo a consegnare una membrana capillare su misura, ricorremmo per Giada ad una protesi in pronta consegna adattabile assolutamente alla sua fisionomia e al suo capello.

Perdita di capelli causata da chemioterapia: Il giorno dell’impianto

Passò circa una settimana e arrivò il giorno dell’impianto, alle 9.00 Giada era puntualissima, un po’ provata e preoccupata, ma il suo dolce sorriso non l’abbandonava mai.

La feci accomodare nella stanza dedicata a questi trattamenti dove siamo tranquille e in privacy.

Tirai giù la tendina dello specchio sapendo di farle cosa gradita. Nessuna donna ama vedersi privare dei capelli, iniziai a tagliarglieli, con l’accortezza di non far cadere le ciocche tagliate davanti ai suoi occhi.

Con Giada non usai il rasoio elettrico, feci tutto a forbice, consapevole che anche se fossero rimasti dei capelli corti sotto la membrana non ci sarebbe stato problema.

È una fase molto delicata la prima volta e per me è importante che sia il meno traumatico possibile.

Non ci mettemmo molto, in due ore e mezza facemmo anche taglio e piega.

Ancora prima di tirare su la tendina dello specchio Giada si passava le mani tra i capelli e mi ringraziava, era commossa e radiosa.

Quando si vide si portò le mani davanti alla bocca incredula, gli occhi le si riempirono di lacrime che non riusciva a trattenere. Non lo nego, in quei momenti mi commuovo anch’io, ma cerco di non farlo vedere.

Da quel giorno vidi Giada una volta al mese, per l’igienizzazione della cute e per lavare la membrana capillare. Quando viene facciamo la piega: liscia, coi boccoli, come vuole lei, essendo capelli veri ci possiamo sbizzarrire.

La gratificazione più grande

L’ultima volta che ho visto Giada i capelli sotto stavano iniziando a ricrescere, le dissi che presto se voleva, poteva togliere la protesi capillare.

Lei mi rispose che quella “bella chioma” le è stata di grande aiuto e conforto: l’ha fatta sentire se stessa.

Se stessa nella quotidianità di lavarsi i capelli sotto la doccia con shampoo e maschera.

Se stessa quando al risveglio si vedeva “normale” allo specchio e quando nuotava in piscina con la cuffia, come le altre.

Quando si acconciava i capelli con le trecce, la coda di cavallo o come quando usava il casco in moto e quando lo toglieva sentiva i suoi capelli ancora in testa.

Grazie alla protesi capillare di Capelli For You, ha vissuto una vita il più normale possibile.

La gratificazione più grande è proprio regalare sorrisi a persone come Giada.

Per fortuna ad oggi la tecnologia permette a persone con Alopecia androgenetica, alopecia totale, calvizie maschili o per la perdita di capelli a causa di chemioterapia, di vivere queste situazioni nella maniera più normale possibile.

Donando loro, oltre che a capelli sani e fluenti, la libertà di movimento, il piacere di essere se stessi con gli altri quotidianamente.

Da noi entri come sei… esci come Vuoi.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Calvizie maschile, la soluzione che ti cambierà la vita.

Calvizie maschile, un problema molto diffuso, ma la soluzione c’è! Perché ti devi tenere la chierica per forza se non ti fa stare bene?

Anche oggi vorrei raccontarvi la storia di un mio cliente. Eh già, si tratta di un maschietto, nel mio salone Carisma Style risolviamo il problema della perdita dei capelli anche degli ometti.

Per quanto ci siano uomini che convivono benissimo con la loro calvizie, tanto da trasformarla in una pelata completa, altri ne soffrono tantissimo non accettando la perdita costante dei loro capelli.

Del resto dove è scritto che un uomo debba per forza accettare di perdere i capelli?

La storia di Claudio, (nome di fantasia che userò per privacy del mio cliente) è esattamente la prova di una persona che ha sofferto tantissimo per la perdita dei suoi capelli.

Calvizie maschile, la diagnosi

Rivolgendosi allo specialista la diagnosi fu ALOPECIA ANDROGENETICA EREDITARIA.

È la più comune forma di caduta di capelli che colpisce uomini e donne, seppur in percentuale diversa, 50% gli uomini, 20% le donne.

Il termine “androgenetica” sta ad indicare che questa patologia ha una stretta dipendenza con gli ormoni androgeni e con i fattori genetici ereditari. 

Una causa certa dell’alopecia androgenetica è, infatti, la presenza (ereditata geneticamente) dei recettori del deidrotestosterone (DHT) nel follicolo del capello. Il DHT risulta altamente dannoso per quest’ultimo, poiché, legandosi ai recettori, è in grado di: 

  1. ridurre la fase di crescita del capello
  2. provocare una progressiva miniaturizzazione del follicolo (trasformazione da capello a pelo)
  3. portare alla completa atrofia del capello e quindi alla cessazione di ogni attività riproduttiva.

Questi punti Claudio gli ha vissuti tutti, tanto che sapeva già a cosa l’avrebbero portato avendo sia il nonno paterno che il padre con la chierica.

Calvizie maschile, come è iniziata.

La perdita di capelli per Claudio è iniziata in età giovane.

A 25 anni iniziò a stempiarsi, e pian piano i capelli soprattutto nella parte alta della testa diventarono sempre più fini fino a scomparire.

Lui però quel cambio repentino che stava subendo proprio non lo accettava. Mascherava il diradamento con berrettini e cappelli di ogni tipo, ma non migliorava la situazione.

Mi diceva che provava imbarazzo a tirare via il cappello davanti ad una ragazza o a gente che non conosceva bene, perché percepiva sempre lo stupore che provavano quando notavano la mancanza dei capelli sulla parte superiore della testa.

Mi disse oltretutto di quanto sia brutto non accettarsi, di come ti faccia sentire inadeguato.

Claudio pensava che nessuna donna si sarebbe fidanzata con lui per via della calvizie, o per lo meno non una sua coetanea, visto che sembrava 10 anni più vecchio.

Certo lo capivo benissimo, questi racconti mi sono famigliari, la perdita di fiducia in se stessi è un classico.

Mi fece ovviamente piacere sapere che le cose si evolsero in altro modo. Ora è fidanzato, ma fu lei a dirgli “mi piaci, ma perché non te ne rendi conto?”. Semplicemente perché lui non si accettava.

Fu proprio grazie alla sua fidanzata che ha preso il coraggio, nonostante in famiglia lo scoraggiassero, di cercare una soluzione.

Calvizie maschile: la soluzione

Al contrario di altri clienti, Claudio arrivò da me con già un impianto fatto da un’altra azienda, ma non ne era soddisfatto.

Conobbe CAPELLI FOR YOU su internet e rimase subito affascinato dalla tecnica Quinta Dimensione.

Questa tecnica è la soluzione professionale per problemi di perdita di capelli.

Il segreto consiste nella graduale riproduzione dell’attaccatura dei capelli attraverso innesti ad ‘L’ che rendono naturale l’effetto finale. La sottile membrana elastica e traspirante è la base di ogni innesto, per dire finalmente addio allo stacco netto dell’effetto parrucchino.

Grazie alle nanotecnologie la membrana, che ha lo stesso spessore di uno strato di pelle, acquisisce un’elasticità massima così da adattarsi alla testa in modo da non essere assolutamente percepibile al tatto.

In più questa membrana è talmente elastica da adattarsi perfettamente alle espressioni e ai movimenti della testa.

Claudio portava il suo impianto fatto da un altra azienda, da quasi un anno, ma ogni qualvolta che andava per la manutenzione ordinaria, oltre a stare in ballo mezza giornata, molte volte c’erano problemi nell’installazione.

Perché Claudio si rivolse a me

Il problema che il mio cliente riscontrò fu nella fase di posizionamento della protesi e sulla sua elasticità.

Questa è una fase fondamentale.

Io personalmente mi sono rifatta il corso in azienda più volte per carpire la tecnica nel dettaglio e fare un istallazione eccellente e veloce consapevole di quanto sia fondamentale e rassicurante per il cliente.

Claudio si rivolse a me per questo motivo, dicendomi: “Grazia, è come se avessi una bellissima Ferrari, ma ogni due per tre devo portarla dal meccanico, o non posso fargli fare viaggi troppo lunghi perché quel rumorino mi dice che mi lascia a piedi!”

Giustamente non voleva che nessun problema si contrapponesse tra lui e la sua felicità.

Ovviamente era nel posto giusto, doveva solo pazientare i tre mesi che ci vollero per la creazione della protesi CAPELLI FOR YOU.

Una volta che si rivide con la sua bella chioma, sentì subito la differenza della nostra membrana Quinta Dimensione.

Claudio, incredulo uscì dal mio salone dopo solo un paio d’ore coi capelli perfetti! (Al posto delle sei che ci metteva di solito)

Ho rivisto recentemente Claudio nel mio salone per la consueta seduta mensile. Adesso è un uomo nuovo, sorridente scherzoso, sicuro di sé.

Avere i capelli può cambiare la vita?

In base alla mia esperienza posso rispondere che per molte persone. E io sono estremamente fiera di aiutarle a tornare felici. Da noi puoi tornare a sorridere!

Gli incontri con Claudio ora sono all’insegna delle chiacchiere, le battute, i racconti, molto più rilassati; il problema ormai l’abbiamo risolto.

Perché da noi entri come sei, esci come hai sempre desiderato.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Alopecia Totale: dopo 10 anni l’affronta positivamente

Alopecia totale o universale, solo il nome fa paura, ma vi racconterò come una mia cliente è riuscita ad affrontarla positivamente.

Queste storie, queste donne sono il motore della mia passione, di ciò che ogni giorno faccio nel mio salone Carisma Style a Manduria.

Grazie alla partnership con Capelli For You ridoniamo a chi entra nel nostro salone il sorriso, l’autostima, l’amore per se stessi.

La storia di questa settimana

Settimana scorsa vi ho raccontato la storia di Laura, donna di 39 anni moglie e madre di tre figli che è tornata a sorridere nonostante abbia un’alopecia androgenetica

Oggi vi parlerò di una mia carissima cliente, per motivi di privacy la chiamerò Sonia un nome di fantasia.

Alopecia totale: prima della diagnosi

Sonia è una ragazza di 25 anni ma la sua storia con l’alopecia dura da ben 10 anni.

Ho conosciuto Sonia circa 8 mesi fa, ricordo che venne accompagnata da sua madre.
Una signora semplice dal fare amichevole. Guardava sua figlia con amore e ammirazione consapevole dei momenti difficili che stava affrontando.

Sonia si è presentata raccontandomi subito la sua storia.
Mi disse che scopri l’alopecia all’età di 15 anni.

Prima di allora era un’ adolescente normale, allegra, socievole, sportiva.
Frequentava l’istituto professionale per estetiste, il sogno fin da quando era piccola.
Aveva il primo fidanzatino tutto procedeva benissimo, come tutte le ragazzine della sua età.

In quell’occasione mi raccontò di essersi aggiudicata l’estate prima dell’arrivo dell’alopecia, il secondo posto ad un concorso di paese come la ragazza più bella.
Non stentai a crederci in quanto Sonia ha veramente dei bei lineamenti anche se la parrucca che indossava non le rendeva giustizia

Il trauma

Prosegui poi raccontandomi come la morte improvvisa del padre in un incidente sul lavoro l’ebbe profondamente sconvolta.

Dopo circa tre mesi dall’accaduto la madre si accorse di una chiazza senza capelli sulla sua testa.

Era grossa come una moneta da due euro, ma era nella parte posteriore della testa e avendo il capello lungo Sonia non ci fece caso.

Ricorda che in quel periodo i capelli che trovava nella spazzola, tra le dita delle mani e nella doccia erano davvero tanti.

Tutto avveniva in maniera repentina.

Accorciare i capelli peggiorò la situazione, i buchi si vedevano tantissimo. A scuola erano ormai più le assenze che le presenze a causa della vergogna e del disagio che provava. Perse l’anno.

Il fidanzato si defilò; “a 15 anni avere la fidanzata calva non fa figo”, ci scherzò su in quel momento, ma ebbi la sensazione che la ferita era ancora presente in lei

Alopecia totale: la Diagnosi

All’inizio si parlò di Alopecia aerata. I medici imputarono la causa scatenante al trauma per la morte del padre.

E’ una malattia autoimmune“Il sistema immunitario delle persone con alopecia areata aggredisce per errore i follicoli piliferi, causando la perdita dei capelli.

La causa è una predisposizione genetica, e la malattia insorge soprattutto durante l’infanzia o in giovane età, quando le difese immunitarie hanno uno sconvolgimento o un forte stress” 
Dissero a Sonia di affidarsi ad un supporto psicologico, ma lei rifiutò.

Prese per un lungo periodo cortisonici, medicinali vari, ma ad un certo punto non vedendo risultati soddisfacenti sospese tutto.

In pochissimo tempo l’alopecia Areata si trasformò in Alopecia totale.
In pratica, perse tutti i capelli, i peli, le sopracciglia e le ciglia.

All’inizio fu dura, si guardava allo specchio e non si riconosceva, aveva perso i suoi lineamenti. “È stato come se qualcuno m’avesse cancellata, proprio come si fa con un disegno.” mi disse questa frase.

Ricordava abbassando lo sguardo, come se provasse ancora quell’imbarazzo, che ciò che in assoluto le faceva più male erano gli sguardi e i commenti della gente.

In quel momento Sonia capì che doveva accettare la situazione: il fatto di non avere più capelli in testa.

Mi svelò che in un certo senso si ritrovò sollevata di non aver più l’ossessione di guardarsi allo specchio per controllare quei buchi ormai enormi, e lottare per nasconderli.

Decise di ricorrere al tatuaggio permanente alle sopracciglia, iniziò ad usare le ciglia finte e comprò una parrucca, quella che indossava per l’esattezza durante il nostro incontro.

Cosa la portò da me

Il motivo principale per il quale si rivolse a me è stato per tornare ad essere se stessa, sicura di se, avere la vita il più normale possibile.

E comunque la parrucca era un palliativo per una ragazza energica e vitale come lei

Questa parrucca si spostava, durante l’estate era troppo calda, pizzicava, non le permetteva di andare in piscina o al mare e lei adorava nuotare.
In sostanza voleva qualcosa di più stabile e naturale.

Voleva tornare ad essere e a fare le cose che fanno le donne sue coetanee. Raccogliere i capelli, cambiare acconciatura, andare in piscina e al mare, non aver paura che qualcuno toccandole i capelli si accorgesse che fossero finti.

Alopecia Totale: la soluzione con Capelli For You

Sonia in quel momento si trovò nel posto giusto.

LE PROTESI PER CAPELLI 5° DIMENSIONE È LA SOLUZIONE

Grazie alla riproduzione dell’attaccatura dei capelli attraverso innesti ad ‘L’ possiamo ottenere un risultato estetico naturale. La sottile membrana elastica e traspirante è la base di ogni innesto, rende facile l’applicazione oltre a restituire il massimo del confort.

Dopo l’analisi di quel giorno e l’appuntamento dopo tre mesi per il posizionamento della protesi capillare, ho visto Sonia a scadenze regolari di 30 giorni per il normale intervento di rutine che faccio alla protesi.

La manutenzione consiste in una serie di operazioni da eseguire regolarmente così da farla durare più a lungo e per mantenere nel tempo un livello di confort e bellezza altissimo.

Queste operazioni si possono riassumere in due passaggi:

1. Rimozione e pulitura della membrana con prodotti specifici

2. Trattare i capelli con prodotti nutrienti per mantenere nel tempo  un aspetto naturale e lucente.

Durante proprio a questo ultimo appuntamento per la manutenzione,
Sonia mi ha annunciato che si è fidanzata, che la sua vita è completamente cambiata.

Si sente di nuovo se stessa, venire a fare la manutenzione ogni mese è diventata la sua beauty routine per farsi bella, facciamo il colore, la piega oppure cambiamo taglio.

Perché da noi entri come sei, esci come hai sempre desiderato.

Alla prossima,
Grazia ❤️

Alopecia androgenetica femminile: la soluzione

Ti hanno diagnosticato l’Alopecia androgenetica femminile? Ti racconto come in poco più di due ore tornerai a piacerti grazie alla pelle capillare Quinta Dimensione di Capelli For You

Ogni giorno nel mio negozio avviene un piccolo miracolo. Le persone entrano tristi, scoraggiate, con l’autostima a terra, e in poco più di due ore escono completamente rinate.

Mi chiamo Grazia Friolo, sono titolare del negozio Carisma Style Partner di CAPELLI FOR YOU.

Il mio lavoro è la mia passione, la voglia di donare sorrisi alle mie clienti.

Vi racconterò le mie giornate lavorative, le storie delle persone che si rivolgono a me per cercare un aiuto concreto al loro problema legato alla perdita di capelli.

Per motivi di riservatezza userò nomi e luoghi inventati.

Alopecia androgenetica: quando colpisce una donna di 39 anni.

Era un martedì mattina di una splendida giornata autunnale quando ho rincontrato in negozio Laura, una bellissima donna di 39 anni moglie e madre di tre bellissimi bambini.

Il nostro primo incontro era avvenuto a luglio circa tre mesi prima. Laura, mi chiamò per prendere un appuntamento tre giorni prima.

Ricordo quella telefonata, lei era arrivata a me grazie al passaparola, un amica di un amica, per intenderci.

Sentivo nella sua voce, tristezza, delusione, di chi le ha provate tutte senza avere risultati, di chi soprattutto, ci ha creduto ed è rimasto deluso.

Arrivava da Torino, un bel pezzo di strada per arrivare da me che vivo in Puglia, ma non è la prima cliente che arriva dal nord Italia.

Compresi la sua fretta, volle il primo posto disponibile, come quasi a togliersi il pensiero, da lì capì che ero la sua ultima spiaggia.

Il primo incontro con Laura.

Il primo incontro che serve a conoscerci e a fare un’analisi della situazione avvenne ai primi di luglio,

Arrivò puntualissima alle 9:oo. Ancor prima che si presentasse la riconobbi subito. Veramente una bella donna, alta, magra, due grandi occhi nocciola.

Notai subito la larga fascia per capelli che indossava, ormai conosco certi accessori soprattutto quando non sono un vezzo, ma servono a nascondere.

La feci accomodare nella stanza privata che utilizzo per questi appuntamenti. Notai subito che la cosa fu molto apprezzata da Laura, eravamo solo io, lei e il suo problema.

Ci tengo molto che le mie clienti si sentano a loro agio in questi momenti; libere di mostrarsi, di chiedere, di parlare e di piangere.

Alopecia Androgenetica: come iniziò

Si accomodò in poltrona e senza che glielo chiedessi tolse quell’accessorio che ormai era di troppo tra di noi, svelando un alopecia Androgenetica molto evidente sulla parte alta della testa e frontale.

Mi raccontò che tutto iniziò qualche anno prima quando rientrando al lavoro dopo l’ultima gravidanza, andò incontro ad un periodo di forte stress.

Laura è store manager in un grosso negozio di Torino e si occupa anche della formazione del personale in altri tre punti vendita della stessa catena.

Un bel lavoro che ama fare da più di 10 anni. Un lavoro che ha sempre sentito suo, che le ha dato molte soddisfazioni negli anni e riconoscimenti aziendali, ma che ora non riusciva più a fare con lo stesso spirito.

Appena rientrata si dovette scontrare con gli obiettivi aziendali da dover raggiungere e il personale da formare. In più la gestione famigliare con tre figli, di cui una di 8 mesi, l’aveva messa a dura prova.

All’inizio non aveva dato il giusto peso a quei troppi capelli trovati sulla spazzola, nella doccia o sul cuscino.

In quel momento, mi confessò con rammarico, ebbe creduto, come molte fanno, che fosse una cosa momentanea; il cambio di stagione il post gravidanza, un po’ di stress… sarebbe passato.

Iniziò a comprare shampoo specifico per caduta dei capelli, adottò rimedi naturali come l’olio di Argan, fiale… insomma rimedi palliativi che non portarono risultati.

Laura decise di agire

Mi raccontò come ad un pranzo di lavoro una sua collega che conosce da anni le chiese se stava vivendo un periodo di stress o se stesse facendo delle cure particolari.

Laura capì subito da dove nasceva quella domanda e si toccò subito la testa imbarazzatissima.

Era consapevole che nonostante i tentativi di mascherare il diradamento, ormai era evidente a tutti.

Si sentì morire, spogliata, doveva correre ai ripari, in quel momento si sarebbe chiusa nel bagno e non sarebbe più uscita. Non bastavano gli shampoo anti-caduta e le fialette, il problema era più grave e andava affrontato.

Mentre raccontava mi toccò il cuore sentire la sua voce contratta dal nodo in gola che aveva a ripercorrere quei momenti.

Alopecia Androgenetica Femminile fu la diagnosi

Ovviamente incontrò il dermatologo specialista tricologo che analizzando il capello e il bulbo iniziò col prescriverle cure a base di minoxidil.

Ci volle un po’ prima di vedere qualche risultato, ma il suoi bulbi erano per la maggior parte morti e dove nasceva il capello, la sua vita era troppo breve.

La diagnosi infine fu alopecia androgenetica femminile.

Laura è ormai diventata un esperta di alopecia androgenetica femminile che è un tipo di calvizie dovuto alla sensibilità che i follicoli piliferi hanno nei confronti dell’ormone maschile DHT.

Il DHT rimpicciolisce i follicoli che cadono per poi non ricrescere mai più.

Il suo caso è di tipo genetico cicatriziale irreversibile. E lei come donna non accetta di rimanere calva.

L’effetto psicologico

Questo problema, mi raccontò, compromise tantissimo la sua vita sociale e stava minando il suo matrimonio.

Suo marito è una persona sensibile e le è stato sempre vicino mostrandole il suo amore. Ma il problema, mi disse Laura, ormai non era più estetico, ma aveva lavorato in maniera infima in quella che era la sua personalità.

Lei sempre sicura di sé stessa, solare, di compagnia, si ritrovava a evitare cene, incontri con gli amici, parenti. Così facendo penalizzava tutta la famiglia.

Anche sul lavoro sentiva che la Laura sicura di sé era svanita, ora c’era una Laura che stava meglio a riordinare e riassortire il magazzino nascosta dal mondo, piuttosto che in vendita in mezzo alla gente.

La fase analisi

Arrivò da me quella mattina con la faccia di chi implora una soluzione. Basta, non voleva più guardarsi allo specchio e vedere quell’immagine.

Ascoltai in silenzio quella donna, mentre iniziavo a fare le mie valutazioni, l’alopecia era concentrata sulla parte frontale e centrale della testa.

Controllai e analizzai cute, qualità del capello, lunghezza densità e colore. Spiegai con molta precisione a Laura come avremmo lavorato per lei per restituirle la chioma che desiderava e soprattutto la sicurezza persa.

Spiegai oltretutto, che la pelle capillare Quinta Dimensione che avremmo usato per il suo caso è una membrana realizzata grazie alle nanotecnologie, che quindi ha lo stesso spessore di uno strato di pelle, sulla quale vengono inseriti capelli naturali, e quindi indistinguibili dai tuoi.

Oltretutto Quinta Dimensione sarebbe diventato da li a poco dispositivo medico, quindi avrebbe potuto usufruire di agevolazioni fiscali

Feci il calco perfetto della testa, e spiegai a Laura che lo avremmo mandato in laboratorio per la realizzazione dell’impianto. Ci vorranno dai 3 ai 4 mesi, ma poi l’incubo sarà svanito.

Alopecia androgenetica femminile: il giorno dell’impianto.

Ed ecco che arrivò quel martedì soleggiato di ottobre, il grande giorno per Laura.

Ogni volta è un emozione anche per me, anche se ormai siamo abituate a lavorare con la mascherina che nasconde la bocca, gli occhi non sanno nascondere la gioia e l’emozione di vedere una donna rinascere.

Oggi tocca a lei.

Sentì Laura al telefono per dirle che l’impianto era pronto e già in quel momento la sua trepidazione era palpabile.

Arrivò puntualissima, gli andai incontro con un gran sorriso che ricambiò.

Portava un berretto di quelli che si portano morbidi sul dietro, pensai sarebbe stato il suo ultimo tentativo di nascondere il problema, perché da li a qualche ora non ci sarebbe più stato.

Dopo poco più di due ore

Andammo nella stanza privata e iniziammo il lavoro, ci vollero 2 ore e poco più, ma il risultato fu entusiasmante.

Ricordo lo sguardo di Laura nello specchio, gli occhi lucidi, sorridenti, quasi increduli. Le sue mani toccavano increduli le ciocche di capelli che le contornavano il viso.

L’immagine riflessa era quella di una donna nuova, o meglio ritrovata, si toccò i capelli tantissime volte ed ad ogni volta chiedeva “posso?” come se per qualche incantesimo malefico dovessero sparire di nuovo.

Ovviamente la tranquillizzai passandole le mani tra i capelli e dicendole che poteva fare tutto ciò che voleva coi suoi capelli, poteva anche andare a fare un bagno al mare se avesse avuto il costume con se.

È estremamente soddisfacente ridare il sorriso alle persone, soprattutto a chi come Laura l’aveva perso per un problema che ha minato la sua vita sociale, il suo matrimonio, il lavoro.

Le è bastato fare una telefonata e prenotare una consulenza presso il mio negozio.

Ogni calvizie hanno la loro storia, la loro origine, la loro soluzione.

Se anche tu le hai provate tutte, e stai cercando una soluzione innovativa non invasiva, devi sapere che da me ENTRI COME SEI, ESCI COME VUOI!

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Alla prossima,
Grazia ❤️